Sciacca

Sciacca, le terme ed il carnevale siciliano

Case colorate che sembrano avvolgersi su se stesse e rotolare verso l’acqua, per formare un tutt’uno con il porto e le barche ammassate contro il molo. Sciacca, vista dal mare, sembra una grande costruzione in Lego disegnata da un bambino. Non priva di un’intrigante armonia cromatica, questo piccola città che guarda a mezzogiorno l'Africa è un crocevia brulicante di etnie che affondano le radici nelle sue origini greche, romane ed arabe. Questo luogo fu sembre ambìto nell'antichità perchè ricco di fonti di acque minerali sulfuree con ottime proprietà terapeutiche ed alla presenza di grotte vaporose dette "Stufe di S. Calogero" (ottime per la sauna) che cominciarono ad essere conosciute ed apprezzate già in epoca greca. Durante l'occupazione araba nel 840 la città prese il suo nome definitivo ed ebbe un periodo di grande prosperità. Dopo la conquista dei Normanni, Sciacca atraversò un periodo in cui fu contesa da varie famiglie tra cui la famiglia Luna cui si deve la costruzione del magnifico Castello Luna, oggi sede di vari eventi culturali. In seguito la città subì diversi terremoti e rivoluzioni che portarono fame e miseria. Nonostante questo, anche grazie ai domini spagnoli ed austriaci si sviluppò come polo commerciale legato essenzialmente al trasporto delle merci via mare grazie al porto ed alla sua posizione strategica. Oggi la città deve il suo sviluppo alla flotta peschereccia (la 2° in Sicilia per importanza) ed alle attività turistiche legate alle terme ed alla bellezza delle sue spiagge incontaminate.
Le altre ricchezze culturali “saccensi” (così sono chiamati i suoi abitanti) sono legate alle tradizioni: la produzione di maioliche (che si possono ammirare e acquistare in diverse botteghe) e il sentitissimo, antico Carnevale, una delle manifestazioni più coinvolgenti della tradizione della Sicilia. Come in molti genuini centri siciliani, sulle prime il dedalo delle vie sembra non incoraggiarti. Poi ti abbraccia. Per sorprenderti con grandi vedute e sontuosi palazzi. Ne è un esempio Piazza Scandaliato, vera terrazza belvedere sul mare e sul porto multicolore. Poco oltre si apre la Piazza Duomo di origini Normanne (di cui conserva solo l’esterno delle tre absidi). Sulla sua destra si apre corso Vittorio Emanuele, fiancheggiato da edifici di pregio come Palazzo Tagliavia (dalla facciata coronata da merlature e scandita da portali e sesto acuto e da una trifora gotica). I resti del Castello Conti Luna, della fine del XIV secolo, la Normanna Chiesa di San Nicolò, i Palazzi settecenteschi Inveges e Ragusa sono solo un antipasto di Palazzo Steriopinto (all’angolo tra corso Vittorio Emanuele e via P. Gerardi, a due passi da Porta San Salvatore e la Chiesa del Carmine). In stile catalano, del XV secolo, denota il suo linguaggio originale a bugnato con bifore e merli ghibellini. Ma un pò ovunque, a Sciacca, colpisce la varietà e la stratificazione degli stili, i particolari come le ringhiere panciute dei balconi, i portali, le bifore e tanti segni delle diverse culture inglobate negli edifici. Sciacca assume poi un’altra inaspettata atmosfera, sontuosa anche se un pò decadente, nella zona delle Terme. Nella cosiddetta “Valle dei Bagni” c’è l’ottocentesco Stabilimento Termale (restaurato), mentre è del 1938 il nuovo Stabilimento Termale. Il suo grande complesso neo-liberty non passa inosservato. Alto sul mare, è circondato da un bel parco a sud-est della città. Un altro complesso di piscine termali è il località Molinelli. Uscendo per via Figuli, in direzione di Agrigento, a un paio di chilometri l’ultima sorpresa: il Castello Incantato. È un giardino davvero incredibile in cui campeggiano le teste scolpite nella pietra dal proprietario Filippo Bentivegna, soprannominato “Filippu delli Testi”. I volti e le espressioni delle sculture, realizzate nel castello incantato nel corso di mezzo secolo, emettono un magnetismo a volte davvero imbarazzante. La vera attrazione di Sciacca è il Carnevale che affonda le sue origini forse già in epoca romana. Da oltre un secolo ogni anno a marzo parte da Piazza Friscia una sfilata di carri allegorici che si snoda attraverso il centro storico della città accompagnato da danze, musiche, balli e raffigurazioni sceniche. La festa culmina con il rogo di "Peppe Nappa" (figura simbolica eletto re del carnevale) ed i fuochi di artificio.




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